Tubercolosi: una malattia sociale

Nei giorni 21-22 settembre 2012 si è tenuto presso l’Acquario Civico di Milano il terzo Convegno Nazionale sulla Tubercolosi, organizzato da Stop TB Italia Onlus e dal Centro di Formazione Permanente sulla Tubercolosi.

Il titolo del Convegno “Tubercolosi: una malattia sociale”, ha voluto sottolineare gli aspetti sociali che la malattia comporta, inquadrandoli in un contesto più ampio di salute e benessere.
Come già avvenuto in occasione della Giornata Mondiale contro la Tubercolosi del 2012, i lavori sono stati aperti da Pierfrancesco Majorino, Assessore alle Politiche Sociali e Cultura della Salute del Comune di Milano, che ha ribadito l’impegno del Comune nei confronti delle classi più emarginate della società. Ha seguito l’intervento di Mario Raviglione, direttore del Dipartimento Stop TB di OMS, che ha fatto il punto della situazione sulla lotta alla malattia a livello globale.


Nelle due giornate sono stati poi ripercorsi gli interventi storici attuati nei confronti della malattia, per arrivare alle risposte più attuali e tecnologicamente avanzate, e si sono affrontati tutti i temi sociali che la malattia propone e che possono essere risolti dalle istituzioni pubbliche solo se affiancate da quelle private e dalle associazioni di volontariato.

Mentre le istituzioni sono impegnate nei processi di diagnosi e cura, volontariato, no- profit e società civile possono e devono intervenire sugli aspetti sociali, dove le istituzioni non hanno margine di intervento: ma perchè abbiano efficacia questi interventi debbono essere coordinati e supervisionati con l’obiettivo di creare una rete di servizi compatibili e univoci per finalità, linguaggio, procedure.

Il ruolo del volontariato assume un’importanza insostituibile nella risoluzione dei problemi sociali legati alla malattia, soprattutto in un momento storico di risorse limitate, spesso insufficienti, e deve essere inserito in modo omogeneo e compatibile alle attività istituzionali. Collateralmente sono stati presentati anche i progetti che Stop TB Italia sta cercando di concretizzare, anche attraverso l’individuazione di nuove partnership e nuove forme di collaborazione.

Il convegno ha visto in entrambe le giornate una notevole partecipazione di medici, operatori sanitari e biologi che hanno apprezzato gli argomenti delle presentazioni e animato discussioni e dibattiti particolarmente interessanti.
La particolare proiezione nel futuro degli argomenti del convegno ha permesso di ipotizzare nuovi approcci alla lotta alla tubercolosi identificando nuovi modelli di sorveglianza, ormai in disuso nei paesi industrializzati, che siano più moderni e sostenibili.




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