Gli echi del mal sottile

Stop TB Italia ha patrocinato lo spettacolo lirico “Gli echi del mal sottile” che si è tenuto il 28 aprile 2013 alle 21.00 presso il Teatro Modena di Genova. Questo spettacolo, ideato e organizzato da Mauro Pagano all’interno della prima stagione lirica sperimentale “Franco Cerchiari”, presenta il problema TB sotto una luce inaspettata e stimolante: l’arte, la musica e in modo particolare il recitar cantando quale veicolo culturale di informazione per un piaga sociale sanitaria riemergente.

Il ‘mal sottile’ o ‘mal di petto’ è un evento morboso che avevamo relegato al passato, aiutati dal frequente riferimento a tale male da parte dei grandi autori romantici che di questa piaga che ha mietuto migliaia di vittime nel secolo scorso, hanno fatto un vero e proprio tema ricorrente. Lo stato febbrile, il sangue che sgorga con un colpo di tosse, la fragilità e l’esito fatale, oltre al grande impatto sull’immaginario collettivo non potevano lasciare indifferenti sensibilità come quella di Leopardi o Dumas e in musica, di Verdi, Massenet e Puccini.

Chopin, le sorelle Bronte, Schiller, Gozzano, Kafka, Orwell, l’attrice Vivien Leigh sono solo alcune tra le illustri vittime della Tubercolosi che colpiva trasversalmente per età e ceto sociale.

Lo spettacolo si focalizza quindi sui finali delle tre opere più rappresentative del melodramma europeo, la Bohème di Puccini, la Traviata di Verdi e Manon di Massenet, accomunate dallo stesso tragico epilogo: le tribolate vite di Mimì Violetta e Manon, sono stroncate in tenera età. Non è una coincidenza che il tema abbia stimolato la sensibilità degli autori portandoli a vertici artistici indiscussi e che il pubblico da sempre e ancora oggi ne resti profondamente coinvolto decretando il successo di questi capolavori.

La successione temporale che rotola tra i secoli vuole sottolineare l’attualità del tema e la scelta del grande Chopin per gli intermezzi era obbligata, essendo il grande pianista e compositore polacco morto a soli 39 anni proprio di tubercolosi.

E’ questo un filtro attraverso cui “vivere” i drammi provocati da un male che, in era pre-antibiotica, ha decimato intere generazioni e tutt’oggi mina la salute di molte persone. Le eroine di Puccini, Verdi e Massenet, morendo di tisi, resteranno testimoni eterni di un fenomeno che rischia di sfuggire all’attenzione dei più, un morbo creduto sconfitto.

Un ruolo predominante lo avrà il trucco, studiato nei minimi particolari; esso ricalcherà proprio quelle caratteristiche della cute di un malato terminale di TBC nella forma florida del ‘700, in quella più torpida di fine ‘800 e per ultimo in quella devastante, manifestazione terminale del malato immunodepresso HIV positivo.

La malattia ha un esordio tipicamente lento e insidioso, con debolezza, senso crescente di stanchezza mortale, mal di gola e un generale malessere con febbri intermittenti accompagnate da una costante tosse, secca e dolorosa, e da emorragie polmonari, articolazioni gonfie, distruzione della muscolatura e rapido calo di peso.

Particolare cura per i costumi, fedeli al periodo storico delle vicende che spazia dall’inizio del 1700 al 1980, gli arredi scenici, essenziali e fortemente integrati nella storia nel loro assemblaggio e nella diversa comparsa in scena e collocazione; un gioco di fredde luci fredde e tagliate: tutto saprà fornire il gusto del dramma….come se il Micobatterio divenisse coprotagonista, consapevole messaggero della Morte.

Mimì, Violetta e Manon volevano vivere, avrebbero avuto al loro fianco i rispettivi amanti ritrovati, ma una inesorabile forza le ha sopraffatte, illuse da un ultimo sardonico bagliore di speranza, saranno accomunate in un “canto del cigno” spezzato dal “Mal sottile”.




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