Corso di Formazione 24 Marzo 2026

25/03/2026

Il 24 marzo, in occasione della Giornata Mondiale della Tubercolosi, si è svolta al bois sacré di Djilor, nella regione di Fatick (Senegal), una giornata di formazione rivolta agli attori impegnati nella gestione della tubercolosi a livello comunitario.
L’incontro si è tenuto alla presenza di Amadi Senghor, amministratore di Stop TB Italia in Senegal, di Saynabou Sarr, infermiera capo dell’ambulatorio TB del Centre de Santé di Diofior, e di Irene Sini e Carmelo Parrotta, attualmente in Senegal come inviati per un periodo di lavoro sul campo.
Alla formazione hanno partecipato 19 persone: 10 membri dell’associazione dei pazienti guariti, guidata da Woly Thiam, e 9 badiénou gox già formate da Stop TB nel 2015. Un gruppo eterogeneo ma fortemente coinvolto, che rappresenta un presidio fondamentale nei villaggi.
Il corso ha affrontato i temi del riconoscimento dei sintomi e della terapia, concentrandosi però in modo particolare sulle strategie comunitarie necessarie per interrompere la trasmissione della malattia. In particolare:
      •     ricerca attiva dei casi nei villaggi;
      •     monitoraggio dei pazienti durante il trattamento per garantire l’aderenza terapeutica;
      •     sostegno continuo e accompagnamento;
      •     riduzione dello stigma;
      •     tutela della privacy;
      •     identificazione e follow-up dei contatti.
È stato inoltre introdotto un nuovo documento operativo pensato per facilitare il tracciamento dei casi e dei contatti, migliorando la comunicazione tra villaggi, poste de santé e centre de santé e rendendo più efficace la continuità della presa in carico.
Un elemento innovativo discusso durante la formazione è l’introduzione delle VALT (visite attive nei luoghi di lavoro), che permettono di estendere la ricerca dei contatti anche al di fuori del nucleo familiare, favorendo l’identificazione precoce dei casi e contribuendo a ridurre la diffusione della tubercolosi.
Questa iniziativa rappresenta un ulteriore passo nel rafforzamento della rete comunitaria: un approccio che integra la gestione clinica con un lavoro capillare sul territorio, fondamentale per contrastare in modo efficace la tubercolosi.
La terapia, da sola, non basta. È necessario un impegno condiviso, che coinvolga comunità, operatori sanitari e pazienti. Solo lavorando insieme è possibile interrompere davvero la catena della trasmissione.

 

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