XII CORSO DI FORMAZIONE IN SENEGAL
Si è da poco concluso il XII corso di formazione che STOP TB Italia organizza in Senegal.
Dal 15 al 22 febbraio 2026, 17 giovani medici delle discipline di Pneumologia e Malattie
Infettive (da poco specializzati o ancora in formazione specialistica) si sono recati a Djlor
per svolgere un aggiornamento scientifico sul tema della tubercolosi e per conoscere da
più vicino come si combatte e si cura la malattia in questa area del Senegal. Quest’anno la docenza è stata affidata alla nostra Presidente in carico Marina Tadolini, insieme a Roberto Parrella, Andrea Calcagno, Niccolò Riccardi, Bianca Granozzi, Giovanni
Fumagalli, Riccardo Alagna, Giorgio Besozzi. Anche quest’anno, inoltre, ci ha commosso
e affascinato l’intervento del Prof. Alberto Brambilla sulla “Storia della chirurgia della TBC”.
Il punto di forza di questo corso di formazione che ormai STOP TB Italia svolge da anni è
quello di creare un ambiente di discussione libero, informale e interessato e di favorire il contributo attivo di tutti i partecipanti. Infatti, i giovani medici hanno potuto presentare alcuni casi clinici che sono stati discussi con i docenti.
Amadi Senghor ha meravigliato i giovani medici con una lezione sulla medicina
tradizionale in Senegal che ha permesso a tutti di entrare negli usi, costumi e tradizioni di
un popolo così diverso dal nostro. Conoscere la medicina tradizionale è di fondamentale
aiuto per tutti i medici che vogliono occuparsi di cooperazione internazionale perché
permette di migliorare il rapporto medico-paziente e di integrarsi meglio con la popolazione locale.
Anche quest’anno abbiamo proposto la riunione annuale delle Badieun’gox, cioè le donne dei villaggi che rappresentano il fulcro sociale del programma che Stop TB Italia sta conducendo in Senegal da ormai parecchi anni. Senza il loro aiuto non si riuscirebbe a combattere lo stigma che la tubercolosi infligge ai malati e che ostacola le cure mediche.
La tubercolosi è infatti intrinsecamente una patologia sociale. Senza un intervento
profondo che curi le fragilità della collettività, la lotta alla malattia non potrà che fallire. I
partecipanti hanno quindi potuto confrontarsi e confondersi con chi, giorno per giorno,
presidia il territorio, segnala i sospetti malati, li accompagna all’ospedale e li segue
durante la lunga terapia.
La visita all’ospedale e al Poste de Santé di Mar Lothie si sono svolte regolarmente,
nonostante le grandi distanze da affrontare su strade spesso difficoltose e un lungo tragitto
in piroga.
Nel corso della visita a Fleurs de la Vie i partecipanti hanno potuto prender atto di quanto
Stop TB Italia ha progettato, e praticamente realizzato, per rendere autonomo l’ormai
decennale programma antitubercolare. Ex ammalati che coltivano due ettari di terreno
donati dalla comunità e che, attraverso la cooperativa, finanziano il lavoro delle donne
nella ricerca dei malati e nella supervisione terapeutica. È straordinario vedere come il
nuovo sistema idrico, realizzato con il sostegno della nostra associazione, stia
trasformando i terreni della cooperativa in un’oasi sempre più rigogliosa.
La consegna dei diplomi è avvenuta nel corso della cena sociale, anche quest’anno
organizzata sulla spiaggia di Differ, luogo pieno di fascino locale e allietato da balli e canti
delle donne del villaggio.
Per alleggerire e rallegrare le giornate, tra una attività scientifica e l’altra, il gruppo ha
avuto modo anche quest’anno di visitare l’isola delle conchiglie di Joal Fadiou (esempio di
convivenza religiosa tra la popolazione cristiana e musulmana), e di recarsi al mercato Ngegnan.
Il successo di quest’anno premia l’equilibrio tra approfondimento scientifico e
comprensione delle realtà locali. Un approccio così integrato si conferma essenziale per
ottenere risultati concreti nella lotta contro la tubercolosi. Proseguiamo con orgoglio la
formazione di medici che sappiano unire competenza tecnica e sensibilità sociale in uno
scenario globale in costante mutamento. |