Vincitori Premio Virchow 2025: “Dalla finestra” di Caterina

23/04/2025

“Dalla finestra” di Caterina si distingue per la qualità formale della scrittura, che con struttura lirica e ritmo controllato restituisce un’intensa narrazione poetica della malattia. La poesia dà voce alla fragilità del corpo e alla forza silenziosa dello sguardo femminile, che resiste oltre il dolore. L’albero in fiore, elemento simbolico ricorrente, accompagna il lettore come segno di vita che continua. Un testo essenziale, profondo e capace di commuovere senza retorica.

“Dalla Finestra”

Ho 26 anni, 52 chili,
due idee e qualche valore.
Ha 22 anni, 38 chili
e un corpo che muore.

Curava,
badava,
cuciva,
cuoceva,
puliva,
piantava,
e il suo corpo che si consumava.
E dalla finestra di casa
guardava piangendo senza clamore,
guardava sottile, in silenzio,
guardava quell’albero in fiore.

Il corpo soccorso,
non più curante ma ora curato,
freddo, sudato, esile
come il male che lo ha consumato.

Ho 28 anni, cammino tra le stanze di Sondalo,
percorro il ricordo di vita passata.
Ha 22 anni, distesa sul letto di ferro,
espira ed inspira gemendo,
per vedere un’altra giornata.

È maggio a Wolisso,
la pioggia cade,
invadente,
pesante,
opprimente,
sembran pietre lanciate per rabbia
da un pallido sole.

Lei è nella stanza,
da sola,
che trema,
conta i battiti del proprio cuore.
Quando riesce ad alzarsi piangendo,
volge il viso alla finestra, di lato,
il torace le brucia,
il corpo è di nuovo obbligato
a tacere
mentre lento si consuma il dolore.
Ma almeno è là fuori che cresce,
cresce ancora quell’albero in fiore.

[Dedicata a T., giovane donna etiope.]

 

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